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Definito da Enrico Rava, fautore del progetto insieme al figlio di Dino, Franco Piana, “uno dei più grandi jazzisti italiani, uno dei più amati e dei più richiesti in Europa, uno dei padri storici del jazz moderno in Italia e fonte d'ispirazione per tutti i giovani trombonisti negli anni a venire”.

 

Una produzione Jando Music e Fondazione Musica per Roma - Parco della Musica Records, registrato tra il 18 e il 20 Dicembre 2019 presso Auditorium Parco della Musica di Roma, "Al gir dal bughi" (al giro del Boogie) nasce dal racconto del primo incontro tra Piana e Rava, allora ventenni. Durante una jam session avvenuta più di sessant'anni fa, cominciarono suonare e Piana fece il primo assolo rivelandosi "qualcosa di straordinario, con una fluidità e una logica che ci lasciarono basiti. Un altro pianeta". Da quel momento è nata una amicizia che arriva fino a oggi e che trapela anche in questo disco in cui vengono interpretati alcuni standard immortali del jazz da Bernie’s Tune a Polka Dotz and Moonbeams e Everything Happens to Me. Dino Piana, Enrico Rava e Franco Piana sono accompagnati da una sezione ritmica d'eccezione capitanata da Roberto Gatto alla batteria con Gabriele Evangelisti al contrabbasso e Julian Oliver Mazzariello al pianoforte.

IL RACCONTO DI ENRICO RAVA
Torino 1958. Non avevamo ancora vent’anni ed eravamo pazzi di jazz. Dilettanti inesperti e un po’ maldestri facevamo delle jam session tutte le domeniche mattina, senza saltarne neanche una, nella sede degli ex allievi del San Giuseppe. Scuola prestigiosa che mi aveva visto studente svogliato e distratto per un paio d’anni. Una bella mattina stavamo per cominciare quando appare un giovanotto d’una decina d’anni più di noi, con una bella faccia intensa e occhiaie da fumatore accanito, accompagnato dal fratello che gli portava un trombone a pistoni senza custodia. Timidamente ci fa: «Vi spiace se faccio qualche pezzo con voi?». «Con piacere» dico. Scaldiamo un po’ gli strumenti, ci intoniamo. «Mi dai un la?». Insomma, tutto il rituale, come da copione. «Cosa si suona?» «Va bene un blues in fa?». A quel punto il nuovo arrivato, con faccia preoccupatissima e in piemontese con un forte accento astigiano: «Coa l’è l’blues ?» [cos’è il blues?]. Ammiccamenti e sorrisi ironici fra di noi - eccolo qua il pollo - dopodiché Maurizio, il pianista, gli suona il giro di accordi del blues. Il volto del trombonista s'illumina e, tranquillizzato, si rivolge al fratello: «A l’è a‘l gir dal bughi!» [è il giro armonico del Boogie Woogie]. Sghignazzamenti vari. Poi cominciamo a suonare e lui fa il primo assolo, ed è qualcosa di straordinario, con una fluidità e una logica che ci lasciano basiti. Un altro pianeta. Lui è Dino Piana e nel giro di un paio d'anni diventerà uno dei più grandi jazzisti italiani, uno dei più amati e dei più richiesti in Europa, uno dei padri storici del jazz moderno in Italia e fonte d’ispirazione per tutti i giovani trombonisti negli anni a venire. E ancora oggi, che ha novant'anni suonati, fare musica con lui è uno dei grandi piaceri della vita. Ma soprattutto quella mattina di 62 anni fa mi ha fatto conoscere quello che è diventato il mio più caro amico. Enrico Rava

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MUSICISTI
Dino Piana, Trombone
Enrico Rava, Tromba e Flicorno
Franco Piana, Flicorno
Julian Oliver Mazzariello, Pianoforte
Gabriele Evangelista, Contrabbasso
Roberto Gatto, Batteria

> nella sezione DISCHi tutti i dettagli

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